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Dove è andata la zia?

domande e risposte > Domande genitori

Carolina - 28/02/07

Domanda: Dove è la zia?

Gentile Pedagogica,
ho un problema da risolvere per il quale vivo un forte senso di frustrazione.
Vivo con mio figlio di 2 anni e 6 mesi a casa della nonna frequentatissima da tante zie del bambino. Il padre viene olo per il fine settimana perchè lavora lontano.
Il bambino è legatissimo con una delle zie che tra l'altro è anche la sua madrina. Per seri problemi familiari, ho avuto una lite con mia sorella e da oltre un mese non viene più a trovare il bambino.
C........r, mio figlio, sembra aver accusato questa assenza; mi chiede della zia, la notte piange e la chiama e proprio ieri mi ha detto "io piango perchè zia P....y è andata via".
So che un bambino a questa età ancora non ha strutturato dei forti sentimenti, ma sono più le abitudini e la routine a costituire il suo mondo di certezze, fatto salvo l'amore dei genitori che in questo caso sono molto presenti e lo adoriamo.
Mi chiedo solo come affrontare la situazione: cosa devo dirgli, come rispondergli, devo distrarlo? Vi chiedo aiuto affinchè l'angoscia per mio figlio non si aggiunga al dolore della rottura con mia sorella.

Grazie. Carolina.


Risposta

Gentile Sig.ra Carolina da quanto mi ha scritto la prima persona che soffre di questa situazione sembra essere lei. Cerchi anzitutto di affrontare personalmente questa sua sofferenza personale.
Non sono d'accordo sul fatto che i bimbi non siano in grado di "strutturare dei forti sentimenti". Sul piano pedagogico tale affermazione non mi pare plausibile o quantomeno non utile. Anche perchè potrebbe autorizzare qualche adulto (non credo sia il suo caso) ad ignorare o sottovalutare la capacità dei bambini di sentire e comprendere (certo, a modo loro) la realtà circostante.
Troppo spesso, ho sentito affermare dai genitori "tanto i bimbi sono ancora piccoli, cosa vuoi che capiscano?" non rendendosi conto del disorientamento che invece possono creare, ad esempio, litigando in modo aspro di fronte a loro.
Fatta questa premessa, la realtà è che una figura significativa, da un giorno all'altro, è sparita dalla vita di suo figlio.
Ai genitori consiglio sempre di dire, senza troppi giri di parole e troppe parole (soprattutto difronte a bambini in tenera età) la verità. Ed in questo caso la verità è che c'è stato un litigio tra lei e sua sorella e che per adesso siete entrambe risentite e che forse con il tempo le cose si aggiusteranno. Trovi lei le parole più adatte.
Distrarlo non mi sembra una giusta strategia anche perchè, come lei afferma, il bambino le ha addirittura verbalizzato il suo disagio (ma allora questi sentimenti sono o non sono strutturati?).
Un'altra cosa che mi preme sottolineare riguarda sua sorella e madrina del bimbo. Cosa c'entra il bambino, suo nipote, nelle vostre questioni da adulti? Lei ha riferito a sua sorella che suo figlio sente la sua mancanza? E se no cosa aspetta a farlo?
Se è una persona sensibile e nutre dei sentimenti genuini verso il nipote non si tirerà certamente indietro. Il bambino in questa vostra storia non ha colpe.
In questi casi, sta sempre a noi adulti fare il primo passo perchè si presuppone che possediamo dei "sentimenti più strutturati" e quindi più strumenti e più intelligenza, in questo caso pedagogica, per affrontare le situazioni emotivamente più difficili.

Spero di averla aiutata. Mi faccia sapere come è andata.

24 marzo 2007

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